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A Plague Tale Requiem: Recensione, Gameplay Trailer e Screenshot

Era il 2019 quando Focus Entertainment portò sul mercato la nuova IP di Asobo Studio, basata per lo più sullo stealth, ma che aggiungeva una ventata di aria fresca al già visto di molti altri titoli. A distanza dunque di tre anni quest’oggi voglio condividere con voi la Recensione di A Plague Tale Requiem, sequel di A Plague Tale Innocence, il quale conclude le vicende di Amicia e Hugo, introducendo nuove meccaniche, limando quelle già viste in passato e rimuovendone altre. Dopo aver liberato il mondo dal tiranno di turno, intento ad usare il potere della Macula per controllare un esercito di topi, Amicia e Hugo trascorrono le giornate in serenità, giocando, esplorando e facendo nuove amicizie, fino a quando non si troveranno nuovamente ad affrontare lo stesso male del passato. Una tranquilla giornata finisce in tragedia, quando un esercito di topi invade la cittadina, seminando morte e distruzione ovunque. Se provenite dal primo capitolo, ricorderete sicuramente le meccaniche, dove nei panni di Amicia bisognava attraversare gli scenari tenendo la mano a Hugo, distraendo le guardie, aggirarle o eliminarle con fionda, sassi e sfruttando i topi.

In A Plague Tale Requiem la situazione non è cambiata, con la differenza che avrete a disposizione nuove abilità e strumenti da utilizzare sia per affrontare i nemici che risolvere gli enigmi ambientali o sopravvivere ai topi. Torna il banco da lavoro, presso il quale spendere i materiali raccolti per potenziare gli strumenti di Amicia, materiali piuttosto miseri e ostici da trovare, se non dedicandosi ad un’esplorazione profonda e compulsiva. Tra gli equipaggiamenti a disposizione avrete una fionda da utilizzare con sassi infiniti e l’abilità di craftare munizioni incendiarie, fumogene e di altra tipologia, con l’aggiunta di frecce per la balestra da recuperare, vasi per distrarre i nemici o usarli combinandoli ai vari tipi di materiali. A differenza di Innocence, in Requiem i sassi sono infiniti, inoltre potrete craftare e fondere i vari oggetti tra loro per creare armi devastanti o in grado di aprirvi un varco tra i topi. Altra novità gradita riguarda il combattimento corpo a corpo, pensato per rallentare le guardie o eliminarle qualora siate in possesso di un coltello consumabile. Non è tutto, sempre a tema Gameplay, questa volta utilizzerete anche Hugo, ad avventura inoltrata si intende, in grado di vedere la posizione dei nemici e controllare i ratti per eliminarli.

In qualsiasi momento potete richiamare la ruota delle armi ed oggetti a disposizione, craftando munizioni in mobilità e unire un materiale ad uno strumento per attacchi devastanti ed intelligenti. Torna la possibilità di spegnere le torce delle guardie per farli divorare dai ratti, il lancio del sasso per eliminare chi è sprovvisto di elmo ed alcune new entry per attraversare scenari in cui i ratti la fanno da padrone, sfruttando torce, focolai, munizioni incendiarie ed altri elementi dello scenario. Il titolo è costellato di checkpoint, anche se in alcuni casi sono distanti tra di loro portandovi a ripetere l’intera sessione in caso di morte. Scenari più aperti e dispersivi, tutti da esplorare, con una generosa presenza di bauli presso i quali recuperare i materiali per il crafting delle munizioni, il tutto arricchito da enigmi ambientali che richiederanno la combinazione dei vari strumenti a disposizione e non solo, dato che potrete ordinare ai personaggi incontrati lungo il cammino di tirare leve, mantenere la posizione o aiutarlo a proseguire per raggiungere una piattaforma.

A Plague Tale Requiem passa da 5000 a 300.000 topi su schermo, con momenti nei quali dovrete fuggire da migliaia e migliaia di essi, che cercheranno di raggiungervi seminando distruzione dietro di voi, e nonostante tutto non avvertirete alcun calo di framerate, nemmeno su console, il che dimostra di come Asobo si sia impegnata nel garantire la migliore esperienza possibile, come la precedente del resto, anche aumentando il numero di ratti. In termini di Accessibilità il titolo sfoggia una lunga serie di opzioni, tra cui la possibilità di attivare l’invicibilità, la quale permette di sopravvivere ai nemici, morendo solo e naturalmente a causa dei ratti. Potrete scegliere il livello di difficoltà ed altre impostazioni per personalizzare al meglio l’esperienza. Sul fonte grafico Asobo è riuscita a migliorare ciò che già era perfetto, proponendo ambientazioni medievali curate nel dettaglio, così belle da vedere che spesso vi perderete nell’ammirarli, dedicandovi all’esplorazione, piuttosto che proseguire con la storia. Una nota positiva va mossa anche nei confronti dell’intelligenza artificiale delle guardie, le quali non si accontenteranno di perlustrare aree visibili alla vista, ma il più delle volte si addentreranno anche nell’erba alta al fine di stanarvi. A Plague Tale Requiem è un capolavoro che merita tutta la vostra attenzione, la dimostrazione di come sia possibile portare la perfezione al livello successivo.

10/10
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