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A Space for the Unbound: Recensione, Gameplay Trailer e Screenshot

Il 2023 si è aperto con grandi uscite, da Forspoken a Dead Space Remake, passando per Hi-Fi Rush, Season ed altri. Dopo aver trascorso del teampo in sua compagnia su Steam Deck, quest’oggi voglio condividere con voi la Recensione di A Space for the Unbound. Il liceo sta finendo e il mondo con esso. La nuova avventura firmata Mojiken vi porterà nell’Indonesia degli anni 90, la cui storia ruota attorno al superamento dell’ansia, della depressione e dei poteri soprannaturali di una misteriosa fanciulla, oltre la relazione tra il protagonista e quest’ultima. I due innamorati Atma e Raya dovranno intraprendere un lungo viaggio alla scoperta di se stessi, mentre frequentano la scuola superiore del paese. La vita sembra scorrere tranquilla, fino a quando una improvvisa e soprannaturale minaccia mette a rischio la loro stessa esistenza. Il titolo sfoggia un comparto grafico pixelart degli anni 90, il che ricorda i capolavori usciti su SNES.

A Space for the Unbound è un’avventura grafica per certi versi, la quale vi porterà a dialogare con ogni personaggio incontrato, raccogliendo tappi di bottiglia come collezionabili, accarezzando gatti e dando loro dei nomi, andando in giro da una parte all’altra della mappa in cerca del necessario per il completamento delle missioni secondarie. In qualsiasi momento potrete aprire la mappa per orientarvi, accedere ai collezionabili raccolti, l’inventario e la lista delle attività da portare a termine, le quali verranno spuntate una volta completate. Il gioco è completamente in inglese, dunque dovrete avere una minima dimestichezza con la lingua per comprenderne i dialoghi, dato che la storia è praticamente l’elemento chiave dell’intera esperienza, condita da alcune interessanti meccaniche. Muniti di un misterioso e magico libro rosso, potrete entrare nella mente di alcuni personaggi, per risolvere enigmi e cambiare le sorti nella realtà.

Ad esempio un individuo sarà riluttante all’idea di prestarvi la sua scala per raggiungere la finestra di un edificio, entrando nella sua mente potrete compiere delle azioni rivolte a farlo addormentare nella realtà. Questo è solo uno dei tanti casi che incontrerete, spesso la chiave per risolvere l’enigma nella mente di un individuo è celata in quela di un secondo o terzo, dunque passerete di continuo da una realtà all’altra per progredire con la storia, condita da cutscene ovviamente in pixelart, tra finzione e realtà. Come accade in ogni avventura grafica non mancano all’appello molteplici azioni da compiere, dall’analisi di ciascun oggetto o personaggio all’uso di ciò che avete nell’inventario. Vi dirò che adoro questo tipo di giochi, dunque non ho faticato molto ad apprezzare ogni singolo aspetto, dalla trama alle meccaniche, ed ovviamente un comparto grafico che fa versare qualche lacrimuccia a chi come me è cresciuto con i capolavori degli anni 90. E’ un gioco di nicchia sotto alcuni aspetti, ma che sa offrire molto nella sua originalità.

Sa coinvolgere, emozionare, intrattenere e divertire per la sua intera durata, raccontando tematiche delicate nel migliore dei modi, con un pizzico di ironia che non guasta. Come anticipato ho giocato A Space for the Unbound su Steam Deck, trovandomi di fronte un titolo fluido, funzionale e privo di problematiche, con la possibilità di salvare e caricare i progressi in qualsiasi momento. Un capolavoro che merita un posto speciale nella vostra libreria giochi.

8.5/10
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