Tech Gaming
Social Network

Segui Tech Gaming sui Social Network per restare aggiornato su tutte le novità in tempo reale (clicca qui)

Filed under: Recensioni

Amnesia Rebirth: Recensione, Gameplay Trailer e Screenshot

Quando si parla di giochi horror, è inevitabile avere nella mente titoli come Amnesia, il quale è stato proposto e riproposto più volte nel corso degli anni, sia con nuovi capitoli che remastered o collection dei vecchi.

Scopri le Migliori Offerte Gaming su Amazon (clicca qui) Eneba (clicca qui) Instant Gaming (clicca qui) e CDKeys (clicca qui)

A distanza di tempo arriva un nuovo titolo per la saga, ed oggi voglio condividere con voi la Recensione di Amnesia Rebirth, disponibile da qualche giorno su PC e Console.

Rebirth prosegue gli eventi lasciati in sospeso nei precedenti capitoli, quasi a voler approfondire delle tematiche narrate in passato, per esplorarle più in profondità.

La storia vi fa vestire i panni di Anastasia Tasi Trianon, che a causa di un incidente aereo si ritrova in un deserto algerino. L’anno è il 1937, non vi sono sistemi di comunicazione e tracciamento attuali, per tanto la protagonista dovrà fare il possibile per trovare aiuto.

Vi risveglierete nell’aereo, senza memoria a causa del forte impatto, e ironia della sorte sul taccuino sono riportate le prime informazioni, da cui attingere. Tasi è una disegnatrice, il team di sviluppo ha deciso di affidarsi alla sua abilità per ideare una meccanica legata ai ricordi, i quali vengono accompagnati da una rappresentazione grafica.

Col progredire della trama recupererete parte dei ricordi, rendendo i disegni più chiari e comprensivi. Strada facendo la protagonista annoterà sul taccuino degli appunti e potrete consultare non solo agli obiettivi ma anche l’inventario.

Come accade in ogni gioco horror che si rispetti, la luce è l’unica cosa che può tenervi al sicuro dall’oscurità, per questo fin dai primi minuti cercherete riparo in zone ben illuminate. La storia viene arricchita da cartoline e lettere disseminate negli scenari, scritte con una calligrafia che fa trasparire la pazzia dell’autore.

Nei luoghi più tenebrosi vi ritroverete ad accendere torce o bracieri e in alcuni casi a ricorrere al fiammifero per sfuggire dall’oscurità che incombe. La tensione viene in parte smorzata dai continui dialoghi della protagonista con la figlia. Amnesia è pur sempre Amnesia, cadaveri e resti decomposti, allucinazioni e luoghi bui la fanno da padrone.

Pur non essendo presenti in alcuni luoghi delle minacce, l’ansia, l’oppressione, la paura di essere aggrediti è sempre dietro l’angolo, come se avanzaste col fiato sul collo. Rebirth si distacca dai tanti horror in cui gli scarejump vengono posizionati a caso o in quantità generose, solo per dire “è un gioco horror“, ma ogni elemento presente in gioco è collocato strategicamente, al momento e punto giusto, in modo da non diventare col tempo prevedibile.

Durante lo svolgimento della Storia non manca la possibilità di affidarsi a vari strumenti per sopravvivere, come una lampada a olio ricaricabile, un medaglione a forma di bussola ed altri oggetti chiave che consentono di risolvere gli enigmi proposti. E come accade nella realtà, l’inventario è limitato, dopo aver preso un certo numero di oggetti non sarà possibile portarne altri con sè.

Visiterete caverne, cisterne, villaggi, fabbriche, templi e città, strizzando in parte l’occhio ad horror come Outlast 2. Nei luoghi che esplorerete vi imbatterete in cartelli, documenti e scritte in varie lingue, alcune di esse traducibili dalla protagonista, avendo dimestichezza con il francese. Amnesia Rebirth vi terrà incollati alla sedia per l’intera durata, la cui longevità si attesta su una decina di ore o forse meno, a seconda del vosto stile di gioco.

Rebirth è un susseguirsi di enigmi, lunghe passeggiate condite da dialoghi e monologhi, e momenti nei quali dovrete sfuggire dalla minacce, chiudendovi in una stanza e correndo per lunghi corridoi, ma la morte non porrà fine all’avventura, arricchirà la stessa con nuovi ricordi, per poi riprendere la partita dall’ultimo punto raggiunto, come se la protagonista fosse svenuta.

Sul fronte grafico il titolo non è poi così eclatante, con ambienti e modelli che necessiterebbero di maggiore cura, lo stesso vige per le meccaniche proposte, ma ciò non toglie di come gli autori abbiano ancora molto da raccontare nell’universo di Amnesia.

Da elogiare la colonna sonora, il doppiaggio ed una trama mai blanda o banale, con una buona diversificazione degli scenari ed un framerate stabile. Gli appassionati della serie non potranno fare a meno di cimentarsi a capofitto in questo nuovo capitolo.

8/10
Condividilo