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DRAGON BALL THE BREAKERS: Recensione, Gameplay Trailer e Screenshot

Una delle serie animate più famose, che ha accompagnato la crescita di molti, è senza ombra di dubbio Dragon Ball,la quale nel corso degli anni ha visto anche svariati videogiochi, tra cui Tenkaichi, Xenoverse e FighterZ, giusto per citarne qualcuno, picchiaduro che bene o male si differenziavano tra loro in grafica e meccaniche. Bandai Namco ha deciso di scostarsi dal tradizionale genere per proporre un’esperienza asimmetrica, distribuendola tuttavia come buy to play. A seguire quest’oggi voglio condividere con voi la Recesione di Dragon Ball The Breaker, un’esperienza di gioco prettamente multiplayer, il quale come ogni titolo del medesimo genere, pone un giocatore contro una squadra, quest’ultima dovrà sopravvivere alla furia di Majin Bu, Freezer o Cell. Il gioco si apre con un editor che permette di personalizzare il personaggio, scegliendo tra una mole abbastanza soddisfacente di opzioni, dalla capigliatura al colore ed altri aspetti per rendere il protagonista quanto più personale possibile.

La trama è piuttosto blanda, non essendo poi così’ importante vista la natura del titolo. In altre parole verrete catapultati in una realtà a causa di fratture temporali, che riportano nemici storici del passato sulla Terra, mettendo la popolazione in grave pericolo. L’esperienza inizia naturalmente con un Prologo che funge da Tutorial, il quale permette di apprendere le meccaniche da ambi i lati, sia nei panni del sopravvissuto che del nemico di turno. Ogni partita ospita fino ad un massimo di 8 giocatori, tra cui 7 sopravvissuti ed un razziatore, quest’ultimo a scelta tra i tre menzionati, ognuno naturalmente con il proprio set di abilità, da utilizzare sia per spazzare via gli avversari dal campo di battaglia, che provocare distruzione di massa. Al fine di vincere la partita, i sopravvissuti dovranno evitare gli attacchi nemici e compiere specifiche azioni prima dello scadere del tempo. In altre parole dovrete trovare una chiave del potere in ogni area, per attivare una specifica posizione, al fine di riportare in funzione la Super Macchina del Tempo, e per farlo potrete avvalervi di strumenti, gadget ed oggetti vari, tra cui il Radar cerca Sfere del Drago.

Non mancano all’appello negli scenari fagioli senzu, fialette per il ripristino della forza, i guanti di Vegeta per attacchi e cubi energetici, questi ultimi per trasformarsi evocando uno spirito di un guerriero leggendario al proprio fianco, tra cui Piccolo, Gohan, Goku, Vegeta ed altri, seppure il potere duri pochi secondi. Ovviamente colui che utilizzerà il razziatore avrà un netto vantaggio, sopratutto considerando che i superstiti non potranno comunicare tra di loro. Progredendo nelle partite otterrete esperienza utile per aumentare il livello, ciò implica l’uso di ogni classe, avendo una progressione individuale. In termini di contenuti purtroppo gli scenari sono davvero pochissimi e il più delle volte vuoti, la differenza tra superstiti e razziatori è piuttosto sbilanciata, al punto che coloro che vestiranno i panni dei cattivi di turno, si troveranno ad essere quasi invincibili. Non poter comunicare con altri membri della squadra rende l’esperienza piuttosto caotica, portando ogni giocatore ad agire di istinto più che di strategia. Sul fronte tecnico il titolo è piuttosto discutibile, con un sistema di controllo e gestione della camera che vi porterà ad avere difficoltà nello spostamento ed orientamento.

Inutile dire che la ripetitività la fa da padrone, dovendo svolgere gli stessi incarichi ad ogni partita. Certo, il costo per l’acquisto del titolo non è poi così elevato, ma vista la natura del gioco e la presenza di microtransazioni aggressive, sarebbe stato più idoneo approcciarsi alla formula free to play, molto in voga negli ultimi anni, la quale per l’appunto consente agli autori di monetizzare da Pass Battaglia e acquisti nel negozio oggetti. Quel senso di avidità nel voler ottenere dei ricavi anche dall’acquisto del titolo ha visto già più volte in passato la chiusura definitiva di un progetto, Babylon’s Fall insegna, tuttavia in questo caso si fa leva sul fattore nostalgia per proporre un’esperienza multiplayer che andrebbe rivista.

5/10
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