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Earwig e la Strega: Recensione, Trailer e Screenshot

Quando si parla di Miyazaki, e non intendo naturalmente quello di From Software ma di Studio Ghibli, è facile pensare ai tanti e tanti capolavori Anime presenti su Netflix, che avrete sicuramente visto almeno una volta se siete appassionati del genere. Dopo alcuni lungometraggi animati, Goro Miyazaki, figlio del celebre Hayao Miyazaki, decide di buttarsi a capofitto nella computer grafica, ed oggi voglio condividere con voi la Recensione di Earwig e la Strega, definito purtroppo da molti come un grande flop. Per anni Goro ha seguito le orme del padre, la sua scia o ombra come si suol dire, lavorando ad Anime come la Collina dei Papaveri, i quali dispongono di uno stile molto simile ai capolavori di Hayao, ma è giunto il tempo per Goro di staccarsi da suo padre per tentare la strada del 3D, al fine di conquistare l’attenzione di chi non è appassionato di Anime ma ha lo sguardo rivolto principalmente a Film in computer grafica.

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Provenendo dal maestro per eccellenza in animazione, Goro ha realizzato il primo film in computer grafica avendo sulle spalle un grosso fardello, dopotutto si parla pur sempre dello Studio Ghibli, seppure questa volta non c’è la mano di Hayao ma di suo figlio, il quale ha deciso di seguire la passione di suo padre per gli Anime ma tentando una nuova strada, sondando in un certo senso un terreno piuttosto rischioso, sopratutto quando si parla della trasposizione cinematografica di Anime, Videogiochi o romanzi, come nel caso di Earwig e la Strega, basato sull’opera di Diana Wynne Jones, autrice anche del Castello Errante di Howl. Il Film narra la storia di Earwig, una bimba di dieci anni, cresciuta in un orfanotrofio e nota con il nome di Erica Wigg, abbandonata da una strega con i capelli rossi. A differenza di altri bambini intenti a trovare famiglia, Earwig ritiene che tutto ciò che le occorre è nell’istituto, con adulti disposti a soddisfare ogni suo capriccio, fino a quando non viene adottata un giorno da una versione giovanile e di Yaga.

Le giovinezza di Yaga è seconda solo alla sua malvagità, costringendo la piccola Earwig a occuparsi delle faccende domestiche ed aiutare la maga con i suoi incantesimi. Nella nuova dimora la giovane farà la conoscenza di un gatto nero di nome Thomas, i due diventeranno amici, dopotutto quale strega o aspirante non ha il suo gatto nero? La storia focalizza l’attenzione dello spettatore sia sul mistero che si cela dietro l’identità della madre di Earwig e il motivo dell’abbandono che le intenzioni di Yaga e di un demone di nome Mandragora. Fin dalle prime fasi si ha l’impressione che il Film sia piuttosto frammentario, incerto sulla strada da percorrere, con background esplorati in modo superficiale, al punto da lasciare nello spettatore più domande che risposte, senza approfondire argomenti o personaggi di una certa importanza per lo svolgimento della trama stessa, quasi a ritagliare il tutto per raccontare la storia a grandi linee negli appena 80 minuti che compongono l’intero Film, con qualche flashback di tanto in tanto in modo abbozzato.

Si sa che il punto forte dello Studio Ghibli, oltre naturalmente una narrazione solida e profonda, coinvolgente ed motiva, è anche lo stile artistico dell’intere opere, in grado di conquistare lo spettatore e farlo sognare, con disegni ed animazioni vecchia scuola, il salto ad un mondo 3D è un’azzardo che è costato piuttosto caro al regista. Ci tengo nuovamente a sottolineare che il celebre Hayao Miyazaki, autore di molti e molti capolavori, non ha avuto alcun ruolo nella realizzazione del Film se non quello di complimentarsi per il lavoro svolto, di conseguenza non possiamo definire Earwig e la Strega il primo flop dello stesso, ma di suo figlio, il quale ha imparato dagli errori commessi, o almeno si spera, che 3D non sempre è sinonimo di successo, sopratutto quando si abusa dello stile in questione nella speranza di attirare a sè sia i fan di Ghibli che gli amanti del genere, piuttosto che cercare di rendere la storia quanto più coinvolgente possibile.

Certo, la colpa non è di Diana, la quale come detto ha realizzato la trama del Castello errante di Owl, e probabilmente se fosse stato realizzato in stile Anime, Earwig avrebbe anche destato un certo interesse oltre ad avere un discreto successo, purtroppo però resta e resterà per sempre il primo vero flop dello Studio Ghibli. La versione Home Video include sia il Film che contenuti quali la Storyboard e il Making of, oltre il Trailer, distribuito come sempre da Koch Media in DVD e Bluray.

2.5
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