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El Shaddai: Ascension of the Metatron – Recensione, Gameplay Trailer e Screenshot

Lanciato inizialmente su Xbox 360 e PS3, a distanza di anni arriva anche su PC, ed oggi voglio condividere con voi la Recensione di El Shaddai: Ascension of the Metatron, un titolo che all’epoca nonostante la sua originalità, non riusci a conquistare l’attenzione dei giocatori, al punto che venne dimenticato nel tempo, almeno fino ad oggi. Sviluppato da Ignition Entertainment e prodotto da Konami, El Shaddai propone uno stile grafico unico nel suo genere, curato da Sawaki Takeyasu, il quale ha lavorato a capolavori del calibro di Okami e la serie Devil May Cry.

El Shaddai è tratto da un nome ebraico presente nella Bibbia, utilizzato per indicare Dio. La trama è ispirata al libro di Enoch, un testo apocrifo di tradizione giudaica, il quale racconta la storia appunto di Enoch, un monaco/scriba e guerriero per conto di Dio, alla ricerca dei sette angeli ribelli che hanno scatenato l’inferno sulla terra, influendo sul genere umano. La missione di Enoch ha una scadenza, il compito assegnatogli va portato a termine il prima possibile, per evitare la fine dell’umanità. Nel corso dell’avventura verrete accompagnati da Lucifel, un angelo con giacca e cravatta nel ruolo di guida e pronto a salvare i progressi oltre dagli angeli Raffaele, Uriel, Gabriele e Michele.

El Shaddai altro non è che un action in terza persona con camera statica, nella quale vi ritroverete ad esplorare regni surreali, sconfiggendo nemici di ogni sorta con le armi e abilità a disposizione, un mix tra demoni di tradizione nipponica e angeli, quasi foste in Bayonetta. Il sistema di combattimento è tradizionalista, con solo due pulsanti potrete saltare e attaccare mentre con i dorsali parare e lanciare i nemici in aria, rubando loro le armi al fine di utilizzarle a proprio vantaggio. Enoch è in grado anche di sottrarre agli avversari la loro armatura dopo averli storditi. Gli strumenti raccolti dovranno essere prima purificati per poterli utilizzare, premendo ripetutamente il tasto indicato, pena la perdita di efficacia a causa del Male. Se inizialmente avanzerete premendo tasti a caso, giusto per concatenare delle combo, con il progredire della trama, specie nello scontro con i boss, vi ritroverete a studiare la migliore strategia per avere la meglio, attaccando e difendendovi nel momento opportuno.

El Shaddai non fa sconti a nessuno, è difficile quel tanto che basta da permettervi di giungere ai titoli di coda con un senso di appagamento più che di frustrazione. Nessun indicatore su schermo pronto a mostrarvi la salute di Enoch, spetterà a voi capire quando è il momento di battere in ritirata e quando invece avete ancora delle possibilità per sconfiggere gli avversari. Certo, gli angeli che vi accompagneranno nel corso dell’avventura non avranno il ruolo di belle statuine ma correranno in vostro aiuto per rigenerare l’armatura, rinforzare gli attacchi e assegnarvi alcuni bonus temporanei. Il protagonista può portare con sè un solo strumento per volta, per cui vi troverete a decidere attentamente su cosa fare affidamento per affrontare gli ostacoli. Tra le armi vi sono una lama energetica, un oggetto circolare posizionato dietro la schiena dell’eroe, con il quale scagliare proiettili verso il nemico, oggetti luminosi simili a guantoni per formare uno scudo protettivo ed altri ancora.

Purtroppo però il titolo è afflitto da una manciata di problemi che si porta dietro fin dalla versione console di qualche generazione fa. Dall’assenza dell’aggancio dei nemici ad una camera statica che in molti casi non aiuta di certo, senza contare l’inevitabile ripetitività. Sette le ore richieste per portare a termine l’avventura, con alcune fasi esplorative tipiche dei platform, al fine di aggiungere un pizzico di variazione nell’esplorazione. Enoch può saltare, planare e compiere una serie di azioni per raggiungere le piattaforme. Graficamente parlando come anticipato il titolo presenta uno stile cel-shading piuttosto unico nel suo genere, con una colonna sonora angelica e che si lascia piacevolmente ascoltare, con doppiaggio in inglese ma supportato dai sottotitoli italiani. Su PC il titolo si lascia giocare senza cali di frame rate pronti a rovinare l’esperienza e con brevi tempi di caricamento, un gioco che nonostante non gridi al capolavoro riesce a destare l’attenzione di coloro che sono in cerca di un action originale.

7.5/10
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