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Horizon Forbidden West: Recensione, Gameplay Trailer e Screnshot

A distanza di tempo dalla Recensione di Horizon Zero Dawn Complete Edition, in occasione del lancio su PC dopo anni dalla versione PS4, quest’oggi voglio condividere con voi la Recensione di Horizon Forbidden West, sequel del celebre franchise firmato Guerrilla Games, con il quale mi sono intrattenuto diverse settimane, proseguendo le avventure di Aloy. Forbidden West come anticipato è un seguito, di conseguenza è importante aver giocato il precedente capitolo, nonostante sia presente a inizio avventura una sorta di riassunto degli eventi passati, ma potete ben capire di come una manciata di minuti di video non siano sufficienti per raccontare tutto ciò che è successo in Zero Dawn, per questo motivo vi invito prima di tutto a giocare quest’ultimo. Aloy ha salvato il mondo dalla distruzione per opera di Ade, o almeno così credeva, rendendosi conto che in realtà c’è un pericolo ben maggiore che minaccia l’estinzione del genere umano. La giovane dovrà partire per un lungo viaggio, esplorando terre inedite, in cerca di tecnologie con il nome di divinità come Poseidone, Demetra, Efesto ed altre, per ridare potere a GAIA, una potente intelligenza artificiale dotata del sapere degli antichi ed in grado di aiutare Aloy nella sopravvivenza dell’umanità.

Se provenite da Zero Dawn riconoscerete le medesime meccaniche, con l’aggiunta di novità decisamente interessanti, come un albero delle abilità piuttosto ricco e variegato, suddiviso in varie tipologie a seconda dello stile di gioco, dalla cacciatrice all’esperta di trappole, esploratrice ed altre ancora, ogni ramo è composto da svariate abilità da sbloccare, mediante l’uso dei punti esperienza ottenuti salendo di livello. Aloy nel corso dell’avventura potrà contare sia sulla lancia per i combattimenti da mischia che sull’arco, le trappole, il rampino ed altri strumenti, utili sopratutto per esplorare i vasti e diversificati scenari che popolano il mondo di gioco, dagli abissi più profondi a spiagge tropicali, rigogliose foreste, aridi deserti e molte altre. La mappa di Forbidden West è piuttosto simile a quella di Zero Dawn in dimensioni ma con una maggiore varietà delle ambientazioni, portandovi di continuo da un ambiente all’altro, con centinaia di falò presso i quali riposare, salvare i progressi e viaggiare rapidamente, usandoli di conseguenza come checkpoint. Nel vasto mondo di gioco è possibile spostarsi non solo con il suddetto metodo ma anche ricorrendo alle macchine, le quali possono essere richiamate e cavalcate una volta potenziata l’apposita abilità chiamata override.

Per l’occasione tornano tutte le vecchie macchine con l’aggiunta di molte altre, rendendo la fauna selvatica per lo più tecnologica, da grossi orsi a coccodrilli ed animali meccanici di ogni sorta, i quali possono essere sia eliminati per il recupero dei componenti che controllati. Horizon Forbidden West è un GDR in tutto e per tutto, non mancano all’appello materiali di ogni sorta da recuperare, dalle erbe a parti meccaniche, tessuti e minerali, utilizzabili per fare acquisti presso i mercanti, craftare gadget, potenziamenti e consumabili vari tramite i banchi da lavoro, riparare le macchine ed altro ancora. Ogni ambiente ha i suoi materiali, maggiore è il livello di una macchina e più pregiate saranno le risorse ottenibili una volta eliminata. L’open world di Guerrilla Games è popolato da avamposti e città di ogni sorta, venditori ambulanti e NPC presso i quali sia fare acquisti che accettare incarichi secondari. In termini di longevità Forbidden West è davvero molto generoso, da una storia che vi porterà via molte e molte ore di tempo ad una varietà incredibile di attività secondarie, le quali il più delle volte sono legate alla trama principale, arricchendo alcuni episodi o personaggi, seppure siano opzionali. Inutile dire che non mancano all’appello dialoghi su dialoghi con un sistema a scelta multipla, che consente ai giocatori di decidere se approfondire gli argomenti o andare diritti al sodo per non perdere tempo e raggiungere i titoli di coda frettolosamente, al fine di dedicarsi poi con calma a tutto il resto.

In qualsiasi momento è possibile richiamare la mappa del mondo, la quale consente sia di spostarsi rapidamente nei luoghi esplorati che impostare dei punti, vedere quali sono i luoghi della mappa non visitati, le missioni attive e quelle disponibili, la presenza dei collolunghi, macchine che una volta scalate consentono di sbloccare una parte della mappa, come accadeva nel precedente capitolo, e molte altre informazioni. Non mancano all’appello una moltitudine di collezionabili, documenti e audiolog di ogni sorta, i quali permettono di avere un quadro generale di ciò che è stato in passato, risultando a volte necessari per lo sblocco di porte mediante un codice riportato al loro interno. Utilizzando il focus, un gadget che Aloy equipaggerà per l’intera avventura, potrete analizzare non solo documenti e audio in questione ma anche le macchine, scoprendo i punti deboli verso i quali sferrare attacchi per eliminare più rapidamente i nemici. Non è tutto, Aloy può nuotare sott’acqua senza problemi di ossiggeno grazie all’apposito gadget craftabile, può scendere da grandi altezze con una sorta di deltaplano, scivolare, potenziare abiti, armi e gadget, craftare munizioni per le frecce, bombe ed altri strumenti rudimentali durante le esplorazioni o nei combattimenti, ricorrere al rampino per raggiungere punti sopraelevati ed altro ancora. Premendo l’apposito tasto potrete richiamare una ruota per cambiare gadget, arma o munizione oppure craftarli al volo, recuperando salute con l’uso di consumabili ottenibili raccogliendo erbe.

Il mondo di gioco offre infinite possibilità, così tante attività da completare, luoghi da esplorare, segreti da scoprire, sbloccabili ed altro ancora che trascorrete molto tempo in compagnia di Aloy. Graficamente parlando Guerrilla Games nonostante con Zero Dawn abbia sfoggiato modelli e scenari dettagliati, è riuscita a superarsi, con paesaggi e personaggi vicini al fotorealismo, così belli da vedere che sarà inevitabile fermarsi per ammirarli e ricorrere alla modalità fotografica per immortalarli. Da elogiare anche colonna sonora e doppiaggio, oltre una trama solida, longeva, originale e coinvolgente, il tutto arricchito da un gameplay che riesce a bilanciare alla perfezione l’azione all’esplorazione, dando il giusto tempo a cutscene o dialoghi,senza portare il giocatore alla noia, come spesso accade in titoli simili, dove si trascorre più tempo nella visione più che interazione.Il nuovo capitolo non è disposto a scendere a compromessi, seppure dalle opzioni sia possibile decidere se dare priorità a prestazioni o risoluzione, proponendo in entrambi i casi un comparto grafico lodevole e con un gameplay fluido, dando al giocatore anche la possibilità di scegliere se affrontare l’avventura a difficoltà basse o alzare l’asticella per una sfida maggiore. Horizon Forbidden West è il capolavoro dei capolavori, la dimostrazione di come uno Zero Dawn poteva offrire di più di quanto proposto, sia in termini tecnici che di contenuti

10/10
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