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Il negozio di Peter: Recensione e Screenshot

Quest’oggi torno a parlarvi di fumetti con la Recensione del negozio di Peter, dopo aver trascorso una mezzoretta circa in sua compagnia. Pubblicato da Panini Comics e realizzato da Andrea Greppi,Maria Claudia di Genova,Bruno Enna,Lucia Truccone ed Elena Zanzi, il Negozio di Peter è un fumetto di circa 50 pagine che leggerete tutto d’un fiato. Si tratta del primo fumetto che sono stato costretto a leggere in digitale con un PDF su iPad, essendo amante del cartaceo.

La storia ha luogo nella 34° strada di una New York degli anni 30, tra problemi economici e gangster. Il negozio di Peter vede come protagonista per l’appunto un piccolo negozietto di animali appartenente ad un certo Peter, il quale trovandosi ad affrontare dei problemi economici, si vede costretto a vendere la sua attività comprensiva dei suoi adorati animali ad un gruppo di gangster, intenzionati a sfruttare il negozio per i loro loschi affari. Il fumetto si apre con una giornata come tante nella grande mela, Peter cerca di far quadrare i conti e di vendere ai clienti i suoi animali ma senza successo.

Il negozio di Peter vede al centro della storia proprio i suoi animali, i quali se in un primo momento cercheranno in tutti i modi di evitare la loro vendita, apparendo malatticci e con problemi vari ai clienti, successivamente collaboreranno per un bene superiore, trovare e convincere Peter a prendere nuovamente in mano la gestione dell’attività, portando i gangster a svelare i loro loschi piani finendo in prigione. Nonostante abbia apprezzato lo stile grafico dell’opera, che mi ricorda per certi versi Topolino, ho trovato i dialoghi il più delle volte banali e forzati, come a voler obbligatoriamente riempire ogni casella con del testo per allungare la storia, seppur come anticipato è così leggera che arriverete all’ultima pagina in men che non si dica.

I dialoghi vengono accompagnati da detti che il più delle volte hanno poco a che fare con la trama, quasi a voler distogliere l’attenzione del lettore dai temi principali trattati nel fumetto,che riassumerei nella frase l’unione fa la forza. Il negozio di Peter risulta piuttosto carente anche nella caratterizzazione dei personaggi, i quali non sono riusciti a conquistarmi al punto tale da volerli rivedere in un possibile e futuro seguito. Certo, la trama per quanto banale sia funziona, anche se personalmente mi sarei aspettato qualcosa i più piuttosto che una breve introduzione per poi focalizzare l’intera storia sul giro d’affari della malavita, mettendo da parte Peter come fosse una semplice apparizione e nulla più.

Il fumetto ha comunque i suoi momenti ironici come la scena in cui il gatto scopre l’esistenza di un locale in cui i topi realmente ballano quando il gatto non c’è, affermando “Oh, là là, questi ballo per davvero”, frase che mi ha strappato una risata. Come anticipato se amate lo stile Topolino troverete di vostro interesse Il negozio di Peter, al di là dei difetti da menzionati, che sono naturalmente individuali. Un’opera in cui gli autori nonostante sia ambientata in America, tentano con frasi in dialetto e stereotipi di trasportare il lettore in una sorta di Little Italy. Quando si giunge al capolinea in una storia si è dispiaciuti che sia già finita o si è così in ansia da voler un seguito, con il Negozio di Peter non ritengo che ci sia bisogno di aggiungere dell’altro.

2.5
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