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Leonid: L’orda – Recensione

A distanza di 8 mesi dalla Recensione di Leonid: I due albini, quest’oggi voglio condividere con voi la Recensione di Leonid: L’orda, il secondo e ultimo numero della mini serie, il quale risponde ad alcune domande lasciate in sospeso e segna la resa dei conti con i malvagi albini. A differenza del precedente numero, in cui l’azione avveniva per lo più all’esterno della cittadina, in l’Orda l’attenzione del lettore si sposta sulla conquista da parte di centinaia di gatti, della cittadina in cui vivono Leonid ed i suoi amici, apparentemente capitanati dagli albini, ma in realtà sotto il potere del gattolardo di chip e ciop, una versione anziana e grottesca di un malvagio persiano, pronto a saldare dei vecchi debiti lasciati in sospeso con un suo compagno d’avventura. Il secondo volume approfondisce il passato del rosso oltre che dello stesso persiano, svelando i retroscena e le motivazioni che si celano dietro la presa alla città da parte di un esercito di gatti, portando i cani da guardia conosciuti in passato a fuggire a gambe levate a seguito dell’attacco.

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L’Orda si apre con delle giornate apparentemente tranquille, dopo la sconfitta degli albini al termine del primo volume, fino a quando un piano ben architettto dai gatti randagi va a buon fine, invadendo la città e costringendo Leonid ed i suoi amici a muoversi nel sottosuolo per portare i rifugiati in salvo, sfuggendo alle pattuglie di guardia. Una trama che alimenta la curiosità nel lettore di scoprire come gli autori hanno deciso di concludere la storia, trovandosi di fronte un finale inaspettato. Non mancano di certo momenti pensati per allungare la trama e nulla più, e la parola FINE al termine della lettura oltre il modo in cui gli autori hanno deciso di concluderla, non lascia alcuno spiraglio aperto per un possibile terzo volume. Dunque la storia si apre e conclude in soli due volumi, con una trama che decolla nel migliore dei modi ma atterra lasciando dell’amaro in bocca. La rappresentazione della malvagità fatta gatto è da elogiare, ma quando gli albini passano in secondo piano, pronti a ritirarsi amichevolmente a seguito di un ritrovarsi tra vecchi amici, rende il tutto abbastanza discutibile.

Una storia che parte nel migliore dei modi, portando il lettore, nonostante sia ben lontano dall’essere un capolavoro, a voler proseguire la trama per capire come andrà a finire, per poi scoprire che in realtà la sua conclusione è un arrampicarsi sugli specchi, sopratutto quando basta qualche parola qua e la per chiarire dei vecchi rancori e tornare sui propri passi, rendendo le proprie azioni piuttosto vane. Avrete compreso di come Leonid sia un fumetto la cui trama parte alla grande per poi precipitare come un aereo a secco di carburante, atterrando sul morbido grazie al lavoro svolto dagli autori nel rendere ciascun personaggio unico.

2.5
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