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Filed under: Recensioni

Nostalgic Train: Recensione, Gameplay Trailer e Screenshot

In questi giorni ho avuto modo di cimentarmi in una nuova avventura incentrata su nostalgia, narrazione e leggende metropolitane, ed oggi voglio condividere con voi la Recensione di Nostalgic Train, disponibile su tutte le piattaforme, giunto su Xbox a distanza di un anno dal lancio delle controparti PC, PlayStation e Switch. Parto subito anticipandovi che Nostalgic Train come suggerisce il nome stesso è un’avventura nostalgica incentrata sulla narrazione, quindi se siete in cerca di un survival horror, un gioco d’azione, un gioco rompicapo, mi dispiace deludere le vostre aspettative ma è più un walking simulator. Avete mai sentito parlare del suddetto genere? Come da nome il walking simulator è un simulatore di camminata, in altre parole si passeggia per lo scenario leggendo i documenti o insegne, ascoltando i monologhi del protagonista e rivivendo dei flashback.

Di walking simulator ce ne sono molti sul mercato, da Gone Home, Home is Where One Start oppure Dear Esther e What Remains of Edith Finch, giusto per citarne qualcuno, giochi che fanno leva sulla narrativa ed una buona ambientazione per conquistare il giocatore e appassionato del genere, perchè i walking simulator sono da apprezzare, rivolti ad un pubblico di nicchia, come i visual novel, si tratta di un genere videoludico non alla portata di tutti, che lo si ama o si odia fin da subito. Fatta questa doverosa premessa, Nostalgic Train vi trasporta in una piccola cittadina giapponese, dove il tempo sembrerebbe essersi fermato, nessun abitante in vista, la protagonista non ha memoria di chi sia e perchè si trovi in questo luogo, nel corso della breve ma coinvolgente avventura, qualora amiate la narrazione, scoprirete i segreti che si celano dietro questo misterioso e disabitato villaggio in cui l’unico treno disponibile viaggia per tornare alla medesima stazione.

Nel corso della trama potrete esplorare gli scenari in cerca di indizi, ricordi e frammenti vari, quasi a fare da ponte tra coloro che si ritrovano in questo luogo e chi trascorre la sua vita nel mondo reale. Nessun oggetto da raccogliere e di conseguenza inventario dove riporli, nessun enigma da risolvere o scarejump, il tutto viene rappresentato da un luogo surreale, una piccola cittadina disabitata, in cui camminare in cerca di bagliori luminosi pronti a raccontare al giocatore una storia fatta di mistero, malinconia e riflessione, condita da una colonna sonora rilassante e che si sposa alla perfezione con gli scenari che visiterete. In qualsiasi momento premendo il menu di pausa avrete modo sia di conoscere l’obiettivo attuale che di accedere alle poche opzioni a disposizione. Pur essendo a grandi linee un walking simulator potrete saltare, correre ed abbassarvi oltre ad interagire con i bagliori luminosi che incontrerete.

Al fine di impedire al giocatore di andare dove desidera nella modalità Storia, gli autori hanno pensato ad inserire dei blocchi testuali che informano per l’appunto il giocatore che nel luogo che si desidera visitare non c’è nulla per cui valga la pena visitarlo, cosa che naturalmente non avviene nella modalità gioco libero, dove si viene lasciati liberi di ammirare lo scenario, senza una storia alle spalle, modalità disponibile fin da subito tramite il menu principale. La storia dunque vi accompagnerà dall’inizio alla fine quasi per mano, a visitare diversi luoghi in uno specifico ordine, leggere righe e righe di testi e lasciarsi trasportare dall’immaginazione. Purtroppo però se ambientazione, trama e sonoro sono di tutto rispetto, lo è meno il gameplay su console, giocato su Xbox Series X il titolo è afflitto da cali di frame rate, una discutibile gestione della velocità della camera, ed altri effetti come bagliori improvvisi che a volte recano fastidio al giocatore, senza contare scritte che compaiono molteplici volte, nulla che chiaramente non si risolvibile con qualche aggiornamento.

6.5/10
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