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Returnal: Recensione, Gameplay Trailer e Screenshot

Dopo ben 4 anni di sviluppo, quest’oggi voglio condividere con voi la Recensione di Returnal, la nuova esclusiva PS5 disponibile da qualche giorno, tanto amata quanto odiata per la sua natura, abbracciando uno dei generi più in voga degli ultimi anni, ossia il rouguelike.

Il genere in questione vede le sue origini nel lontano 1980 con la serie Dungeons & Dragons, il termine roguelike deriva da “simile a Rogue“, vale a dire a giochi di ruolo caratterizzati dalla presenza di mappe casuali e morte permanente. Con questa breve premessa avrete indubbiamente compreso il tipo di gioco che vi troverete di fronte qualora decidiate di acquistare Returnal, ma scendiamo nel dettaglio ed analizziamolo insieme.

In Returnal vestite i panni di un’astronauta di nome Selene, la quale precipiterà su un misterioso pianeta, popolato da orribili e pericolose creature, afflitto da un loop che vede gli eventi ripetersi all’infinito in caso di morte della protagonista, ma con una disposizione differente delle mappe. Ad ogni morte si perde buona parte del loot e si ricomincia l’avventura dalla navetta, trovandosi ad esplorare stanze sempre differenti tra loro.

Nel corso dell’avventura potrete contare su svariate bocche di fuoco, con la possibilità di portare con voi una sola arma per volta, la quale oltre a variare in estetica muta anche in statistiche, dalle doppie pistole al fucile pesante, armi dalle munizioni infinite ma che necessiteranno di un certo tempo per la ricarica. Eliminando le mostruose creature che popolano il pianeta potrete recuperare materiali e gadget di vario tipo da equipaggiare o consumare, per ripristinare la salute o usufruire di bonus attivi e passivi.

Esplorando la mappa vi imbatterete in codici alieni da decifrare, nemici da sconfiggere, stanze segrete dove potete recuperare equipaggiamenti e materiali vari, oppure fare acquisti presso le apposite postazioni, scambiando la valuta raccolta in cambio di nuovi oggetti, senza contare la presenza di casse da aprire per recuperare il loro contenuto. In qualsiasi momento è possibile ambientarsi tramite una minimappa, la quale mostra non solo la posizione dei vari oggetti ma anche la presenza delle porte con le quali potrete interagire per proseguire l’esplorazione nelle stanze adiacenti.

Alcune porte sono bloccate e richiedono una chiave da recuperare nello scenario, tra cui quella di fine dungeon che conducono al boss. Il mondo di Returnal è suddiviso in biomi, i quali diversificano tra loro in ambientazione e nemici, morire vi farà ricominciare l’avventura, con la possibilità di tornare nel nuovo bioma sbloccato senza dover ripetere lo scontro con il boss sconfitto, cosa che invece non avviene con le minacce eliminate in precedenza in una certa area.

Non vi sono abilità da sbloccare, potenziamenti o migliorie da assegnare manualmente, utilizzando la medesima arma nel corso del gioco e raccogliendo i vari oggetti è possibile salire di livello, perdendo poi tutto alla morte della protagonista, ricominciando da zero. Non essendoci attualmente la possibilità di salvare i progressi, vi ritroverete a ricominciare il gioco ogni volta che lo avvierete, uscendo dallo stesso o spegnendo la console, il che rende l’esperienza a dir poco frustrante. A complicare la situazione vi è l’impossibilità di selezionare il livello di difficoltà, il quale risulta piuttosto punitivo, con nemici aggressivi e pronti a tutto per spedirvi in un nuovo loop.

Disseminati nei dungeon troverete portali per il teletrasporto da una parte all’altra dello stesso e momenti in cui potrete tirare un sospiro di sollievo per rivedere il vostro equipaggiamento. Sul fronte grafico Returnal sfoggia modelli e scenari accattivanti, con un’ambientazione surreale e suggestiva, una colonna sonora coinvolgente ed un gameplay frenetico ed impegnativo. Il punto forte del titolo risiede indubbiamente nella longevità più che nella trama stessa, la quale vi terrà molte e molte ore incollati allo schermo, sopratutto a causa dei continui gameover. Da elogiare il pieno supporto sia dell’Audio 3D delle Pulse Wireless di PS5 che del Dual Sense, dai grilletti adattivi al feedback aptico.

In caso di pioggia avvertirete le singole gocce nel controller, indossando le cuffie udrete rumori e suoni provenienti da ogni direzione, un’esperienza coinvolgene e completamente immersiva. Grazie all’Hardware di nuova generazione potrete godere un comparto grafico moderno con un framerate stabile e la totale assenza di caricamenti. Returnal è un gioco di nicchia, che vi conquisterà fin da subito qualora siate appassionati del genere ma che risulta fuori dalla portata di coloro che non hanno pazienza nel ricominciare decine e decine di volte l’avventura in caso di gameover.

7.5/10
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