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Filed under: PC, Recensioni Videogiochi

Sense a Cyberpunk Ghost Story: Recensione, Gameplay Trailer e Screenshot

Se mi seguite da tempo, sapete che non tratto solo giochi tripla A ma anche Indie. Nel corso dell’estate è arrivato su Steam un gioco facilmente confondibile con Cyberpunk 2077, ed oggi voglio condividere con voi la Recensione di Sense: A Cyberpunk Ghost Story.

Naturalmente ci troviamo di fronte due giochi totalmente differenti, ma il cui nome spesso come anticipato è causa di confusione, al punto che molti mi hanno chiesto se effettivamente sia la stessa cosa o se ci sia un qualche tipo di legame tra i due.

Il più delle volte gli sviluppatori di Indie per lanciare i propri titoli ricorrono alla piattaforma di finanziamento Kickstarter, ed il gioco di oggi non è da meno, al punto che è stato finanziato con un successo estremo nel 2018. A distanza di 2 anni possiamo mettere le mani sulla versione completa, disponibile per ora solo su PC ma in arrivo anche su console.

Sense a Cyberpunk Ghost Story Recensione

Sense si ispira non solo dalla moda del momento, ossia il Cyberpunk, da cui sono stati tratti diversi giochi in quest’ultimo periodo, ma anche da horror come Fatal Frame o Project Zero che dir si voglia. Sense trasporta il giocatore nella Hong Kong del 2083, dove la tecnologia ha preso il sopravvento sul genere umano.

Nei panni di una donna di nome Mei-Lin Mak, dovrete sfuggire a continui incubi e fantasmi provenienti dal mondo del soprannaturale, per ricostruire le storie di 14 anime perdute, scoprendo cosa le accumuna. Sense è un survival horror che strizza l’occhio anche alla narrazione oltre che alla risoluzione di enigmi.

Nel corso dell’avventura vi ritroverete ad esplorare gli scenari, dialogare con dei personaggi bizzari, indagare sugli oscuri misteri che vedono protagonista la città, il tutto con visuale a scorrimento 2D. Sense purtroppo è doppiato e subbato in inglese, cinese semplificato, cinese tradizionale, giapponese e russo, il che potrebbe complicare la comprensione di trama e dialoghi a chi non mastica una delle suddette lingue.

Sense è un mix tra folklore cinese e il cyberpunk attuale, portando il giocatore ad esaminare ogni elemento negli scenari, utilizzando le abilità della protagonista, la quale è munita di occhi cibernetici, che le permettono di vedere il mondo da una prospettiva spettrale.

Nelle varie aree che esplorerete vi imbatterete in personaggi con i quali interagire, al fine di ottenere preziose informazioni utili per risolvere i misteri e svelare inaspettati segreti. Il mondo di gioco che compone Sense tratta diverse tematiche, focalizzando per lo più l’attenzione del giocatore sulla geo-politica.

Come accade in ogni survival horror, i fantasmi presenti in gioco possono ferire la protagonista, non potete fare loro del male ma aiutarli, utilizzando offerte, santuari ed oggetti appositi. Non esistono checkpoint, non ci sono salvataggi automatici quando si esplora l’edificio infettato, ciò vi porterà ad agire con cautela di fronte ad ogni rischio.

Sense ha molto da offrire, ciò alimenta la rigiocabilità, sono diversi i segreti che dovrete svelare, portandovi ai titoli di coda con dei pezzi del puzzle mancanti. Il gioco parte abbastanza lentamente, per poi riprendersi ad avventura inoltrata. Nelle prime fasi camminerete per le strade della città, dialogherete con i primi personaggi e imparerete a padroneggiare le meccaniche.

Un titolo decisamente più unico che originale, sviluppato per conquistare sia gli appassionati della narrativa che del genere survival, i cui ingredienti sono proprio una trama avvincente e coinvolgente quanto originale e mai banale, la sopravvivenza alle minacce con macabri elementi e dei rompicapi che non guastano ma arricchiscono l’esperienza di gioco.

Sense a Cyberpunk Ghost Story Gameplay Trailer

7/10
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