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The Ascent: Recensione, Gameplay Trailer e Screenshot

Quando si prende la decisione di entrare nel mercato videoludico con un nuovo gioco, bisogna tenere in considerazione diversi aspetti, dal genere più in voga a cosa cerca la maggior parte dei videogiocatori. Con questa premessa oggi voglio condividere con voi la Recensione di The Ascent, la prima creatura di Neon Giant, disponibile anche nel catalogo Xbox Game Pass per tutti gli abbonati. In The Ascent vestite i panni di un Indent, rifiuto della società che ha tentato di fare fortuna sul pianeta Veles, vendendo la sua anima alle Corporazioni, pronte a sfruttare i dipendenti al fine di estrapolare le preziose risorse del pianeta. Da dipendente il protagonista assume il ruolo di un mercenario pronto a lavorare per il mgiliore offerente, svolgendo incarichi di vario tipo in un’ambientazione cyberpunk con visuale isometrica. The Ascent presenta un comparto narrativo profondo, persistente e importante, il quale la fa da padrone per tutta la durata dell’avventura, portandovi a dialogare con svariati personaggi, aggiungendo naturalmente un pizzico di action che non guasta.

Nel corso del lungo viaggio che vi porterà ai titoli di coda incontrerete specie aliene di ogni genere, vi troverete al centro del dibattito sul colonialismo galattico e le frontiere spaziali, argomenti fantascientifici in linea con l’intera opera. Se amate la lettura preparatevi a interminabili righe di dialogo, con un gioco che parte piuttosto lentamente, riprendendosi ad avventura inoltrata. Dopo aver creato il vostro avatar con una manciata di personalizzazioni, verrete catapultati in un tutorial pronto a illustrarvi tutto quello che c’è da sapere, portandovi a raggiungere il Cluster 13, l’hub centrale del gioco, presso il quale raggiungere le varie località mediante un taxi a pagamento, che funge da viaggio rapido e collega le varie zone. The Ascent pur essendo isometrico è un open world di tutto punto, un vasto mondo tutto da esplorare, con elementi tipici dei GDR, dallo sblocco delle abilità al potenziamento degli equipaggiamenti.

Tutto bello se non fosse per una sceneggiatura altalenante e lontana dalle aspettative dei giocatori, con personaggi privi di carisma ed attività secondarie abbozzate. Vi ritroverete a svolgere incarichi per diversi committenti, al giusto prezzo si intende, esplorando i bassifondi del pianeta. Il sistema di missioni secondarie è suddiviso dall’infiltrazione nelle basi nemiche al recupero di oggetti, eliminazioni di bersagli e raccolta di risorse, un numero decisamente generoso ma per lo più ripetitivo. Eliminando i nemici questi rilasceranno oggetti, equipaggiamenti e taglie da riscuotere, con scontri a fuoco violenti ma frenetici. Interessante il gunplay, con uno stile di combattimento reattivo, veloce, divertente e coinvolgente, seppure da rivedere sotto alcuni aspetti. L’arsenale a disposizione è piuttosto generoso, avrete la possibilità di portare con voi due armi interscambiabili, una da utilizzare a corto raggio e l’altra dalla distanza. Naturalmente potrete contare anche su gadget secondari come granate ed abilità varie, oltre bonus passivi che aumentano temporaneamente le statistiche.

Diversi gli stili di puntamento, basso e alto, da utilizzare a proprio vantaggio a seconda dei nemici incontrati. Gli aggolomerati inferiori di Arcologia pullulano di mostriciattoli e nemici di alto calibro, spetterà a voi decidere il tipo di approccio da utilizzare.Non manca all’appello il sistema di copertura, utile per difendersi dai colpi dei nemici e sfruttare posizioni elevate per abbattersi sui malcapitati di turno. I nemici si muovono per lo più in gruppo e velocemente, costringendo il giocatore ad agire tempestivamente, mediante un massacro diretto più che l’attuazione di una strategia. Non sono presenti classi, pertanto non vi ritroverete a decidere in quale delle specializzazioni cimentarvi, pur essendo di stampo ruolistico. Nel corso dell’avventura come anticipato potrete spendere punti abilità guadagnati livellando, migliorando le statistiche del personaggio, con un totale di 8 attributi tra cui salute, energia, tempo di ricarica delle armi, capacità di mira, abilità tecniche, danni cibernetici, agilità e bilanciamento.

Visitando i negozi potrete acquistare abiti, armi ed equipaggiamenti, potenziamenti per le bocche di fuoco ed altro ancora. Interessante la possibilità di switchare tra i personaggi creati all’interno della stessa partita, anche se ciò non spinge il giocatore a dedicarsi alla creazione di una build. Piuttosto semplici e banali le boss fight, affrontabili facilmente con delle capriole e colpi a raffica. Da elogiare il modo in cui gli autori hanno realizzato la cittadina, composta da quartieri connessi tra di loro e rivolti a diverse classi sociali, con un mondo vivo e pulsante, pullulato da NPC ed abitanti vari. La longevità del titolo si attesta sulle 15 ore circa, completabile in solitaria o co-operativa in locale e online. L’esperienza complessiva permette a chiunque di giungere ai titoli di coda senza impegnarsi più del dovuto, sopratutto in co-operativa. Sul fronte grafico The Ascent presenta ambientazioni visivamente accattivanti e ben definite, perdersi è inevitabile, nonostante potrete contare sulla presenza di una mappa che mostra i vari punti di interesse e obiettivi, oltre un hud pronto a mettere in mostra tutto quello che bisogna tenere sotto controllo, sia durante le esplorazioni che nel combattimento.

The Ascent è il classico titolo in cui il lavoro svolto è da considerarsi come un bene ma non benissimo, un gioco che avrebbe sicuramente meritato maggiori attenzioni sulla diversificazione delle attività secondarie e la trama stessa, la quale pur essendo longeva e ricca di dialoghi spesso è paragonabile ad un arrampicari sullo specchio, con una vagonata di dialoghi pronti a far pardere inutilmente tempo al giocatore, nonostante fortunatamente siano skippabili. Sul fronte tecnico il titolo invece si comporta egregiamente su Xbox Series X con tempi di caricamento ridotti all’essenziale o quasi assenti e un frame rate stabile per l’intera durata dell’avventura. Nonostante il doppiaggio in inglese con i sottotitoli in italiano, The Ascent si lascia giocare nei momenti di noia, nel caso in cui si è alla ricerca di un gioco di ruolo isometrico di stampo cyberpunk.

6.5/10
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