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The Last Campfire: Recensione, Gameplay Trailer e Screenshot

Non è mai troppo tardi per condividere con voi la Recensione di The Last Campfire, un titolo lanciato sul mercato un anno fa su PC e Console ma giunto solo quest’oggi su Steam, dopo l’uscita in esclusiva Epic Games. Dai creatori di No Man’s Sky arriva un platform unico ed originale, che non ha nulla a che vedere con l’ambientazione spaziale e le meccaniche di uno dei giochi più amati dai videogiocatori in questi ultimi anni. Vestite i panni di Ember, uno strano essere che si aggira in un mondo popolato da bizzarre creature, al fine di recuperare delle anime perdute, risolvendo enigmi ambientali e fronteggiando delle minacce, accompagnato nel suo lungo viaggio da una voce narrante, sia per la trama stessa che i dialoghi tra i vari personaggi, dando la sensazione di trovarsi in una fiaba della serie c’era una volta.

The Last Campfire è un platform in cui i puzzle la fanno da padrone, obbligatori da risolvere per raggiungere le varie zone della mappa, legati al recupero di anime e interazione con personaggi. Gli enigmi sono basati su meccaniche che richiedono lo spostamento e incastro di oggetti, attivazione di interruttori ed una serie di interazioni diversificate tra di loro per evitare il cosiddetto effetto dejavu. Ember può spostare dalla distanza oggetti metallici, al fine di aprire nuovi passaggi e superare gli ostacoli, per il recupero delle anime collocate nei punti più disparati. Il livello di sfida risulta piuttosto accessibile, permettendo a chiunque di raggiungere i titoli di coda, con enigmi a volte semplici da risolvere e in altri casi che richiedono un minimo di inventiva e ragionamento.

The Last Campfire è una fiaba della durata di sole 5-8 ore, il tempo necessario per raccontare una storia che non cerca di arrampicarsi sugli specchi. Il Gameplay è piuttosto semplice, immediato e coinvolgente, poche le azioni a disposizioni, dallo spostamento del personaggio all’interazione con gli elementi presenti nello scenario. Nessun equipaggiamento particolare, abilità da sbloccare o oggetti da riporre nell’inventario, la storia viene narrata da uno spirito, con visuale isometrica ed ambientazioni dai toni oscuri e momenti piuttosto emotivi. La colonna sonora in The Last Campfire fa davvero la differenza, toccante al punto giusto e in grado di stimolare le emozioni del giocatore, se associate a momenti in cui si ha la sensazione che il protagonista sia alla ricerca di un amico in un mondo tenebroso che non lascia scampo alla solitudine.

The Last Campfire è un platform incentrato principalmente sulla risoluzione di enigmi, vagherete per scenari diversificati tra di loro allo scopo di recuperare ciascuna anima per liberare i proprietari, dialogando con personaggi di ogni sorta. Un Gameplay che strizza l’occhio alla semplicità e che inevitabilmente porta al tornare diverse volte negli stessi luoghi per accedere a zone inizialmente bloccate. Un simpatico, coinvolgente, divertente ed emotivo passatempo da No Man’s Sky, un’avventura da vivere tutta d’un fiato e in grado di lasciare un senso di appagamento nel giocatore di fronte ai titoli di coda, con un pizzico di malinconia nel salutare un compagno d’avventura di sole poche ore ma che nel corso delle stesse ha saputo intrattenere ed emozionare, divertire e far riflettere.

9/10
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