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The Suicide of Rachel Foster: Recensione, Gameplay Trailer e Screenshot

Quando si parla di walking simulator è inevitabile avere nella mente quella categoria di giochi nei quali si cammina per ore e ore, interagendo con gli oggetti e ascoltando dialoghi a non finire.

Il walking simulator è ben differente dal visual novel, nonostante riesca comunque a intrattenere il giocatore per l’intera durata, grazie ad una trama profonda, con una colonna sonora emozionante e ambientazioni surreali.

Ed è il caso di The Suicide of Rachel Foster, di cui vi parlerò oggi attraverso la mia Recensione.

The Suicide of Rachel Foster

The Suicide of Rachel Foster narra una storia molto profonda, in grado di toccare temi particolari, dal suicidio alla storia d’amore tra una ragazza minorenne ed un uomo adulto.

Nel gioco vestite i panni di Nicole, una donna che da anni ha abbandonato il Montana e l’Hotel TImberline, un grosso edificio che sorge in montagna, gestito dalla sua famiglia.

10 anni prima una tragedia colpi la sua famiglia e il reverendo del luogo. Il padre Leonard si innamorò della figlia sedicenne del reverendo Foster, quest’ultima si suicido dopo essere rimasta incinta. Dopo la morte dei suoi genitori Nicole torna in quel luogo per chiudere le pratiche di vendita dell’Hotel ma si ritrova ad affrontare i fantasmi del passato.

Una trama molto particolare da come avete potuto intuire dalla sinossi appena citata, della durata di una manciata di ore, durante le quali vi troverete a vagare per la struttura, analizzare gli indizi, interagire con gli oggetti ed ascoltare dialoghi e monologhi.

L’Hotel è imponente, composto da svariate stanze, corridoi e passaggi, tutti realizzati con estrema attenzione e cura ai dettagli, lasciandovi ammagliati ad ammirare dipinti, oggetti vari e il paesaggio che si scorge fuori le finestre.

A causa di una burrascosa tormenta di neve sarete costretti a stare in Hotel e non potrete uscire all’esterno. Nicole dovrà affrontare il passato oramai rimosso da tempo nella sua testa fino alla conclusione.

The Suicide of Rachel Foster è un’avventura che si lascia giocare fino alla fine, a patto che siate appassionati del genere si intende. Nessun puzzle particolarmente complesso, scarejump o entità da fronteggiare.

Come ogni walking simulator dovrete camminare e camminare ancora e ancora di stanza in stanza, spulciando ogni angolo delle stesse in cerca di oggetti con i quali potete interagire.

Alcuni oggetti richiameranno alla mente ricordi sopiti, dando il via a monologhi o dialoghi con l’interlocutore con cui farete conoscenza al telefono, il quale vi dirà che non c’è modo di andare via durante la tormenta di neve.

Se avete giocato Dear Esther, What Remaing of Edith Finch, Home is Where One Starts e potrei citarvene molti e molti altri ancora, avrete sicuramente capito che tipo di gioco vi troverete di fronte se deciderete di acquistarlo.

Non è un Horror, non è un Thriller, è un’avventura che merita di essere assaporata e vissuta attimo dopo attimo, in cui una storia abbastanza delicata e dai temi attuali viene raccontata nel migliore dei modi.

The Suicide of Rachel Foster Gameplay Trailer

  • 8/10
    Grafica - 8/10
  • 7.4/10
    Gameplay - 7.4/10
  • 8.5/10
    Trama - 8.5/10
  • 8.6/10
    Sonoro - 8.6/10
  • 7.5/10
    Longevità - 7.5/10
8/10
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