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Filed under: PC, PS4 e PS5, Recensioni Videogiochi, Xbox One e Xbox Series X

Yakuza Like a Dragon: Recensione, Gameplay Trailer e Screenshot

Una delle serie videoludiche più longeve, che ci accompagna da molti anni oramai fin dall’epoca della PS2, è senza ombra di dubbio Yakuza. Nel corso degli anni abbiamo assistito al lancio di svariati capitoli della saga, numerati e spinoff, alcuni di essi mai giunti in occidente essendo ambientati durante il Giappone Feudale.

Dopo la moltitudine di Yakuza lanciati su PS2 e PS3, il team di sviluppo ha deciso di stravolgere la saga con Yakuza Like a Dragon, noto in Giappone come Yakuza 7, cambiando non solo protagonista ma anche meccaniche di gioco, di cui vi parlerò naturalmente a seguire. Per la prima volta Yakuza arriva su Xbox One e Xbox Series con un nuovo capitolo, oltre che PS4 e PC (dal prossimo anno anche PS5), seguito da tutti i restanti capitoli che debuteranno sulla piattaforma di Microsoft nel 2021 tramite il Game Pass.

Oggi dunque voglio condividere con voi la Recensione di Yakuza Like a Dragon, dopo averlo giocato su Xbox Series per svariate ore. Kazuma Kiryu che ci ha accompagnato per molti anni e titoli della saga va ufficialmente in pensione, lasciando il posto a Ichiban Kasuga. Non solo il protagonista, cambia anche l’ambientazione in cui si svolge la trama, passando da Kamurocho a Yokohama.

Le novità non finiscono qui, perchè il più importante cambiamento risiede nel sistema di combattimento, il quale abbandona il tempo reale per il turni, tipico dei giochi JRPG. Ebbene si, dimenticatevi gli scontri liberi, dove era possibile prendere nello scenario qualsiasi oggetto per usarlo contro i nemici, scatenarvi in combo devastanti e correre di qua e di là per evitare di prenderle di santa ragione, in Yakuza Like a Dragon dovrete scegliere con attenzione l’azione da compiere, dagli attacchi alla difesa, dalle combo all’uso degli oggetti presenti nell’inventario, gestendo un party composto da vari personaggi.

Yakuza Like a Dragon vi farà vestire i panni di Ichiban Kasuga, neo arrivato nella Yakuza, al servizio di un clan per ripagare il debito di onore nei confronti del capo. La trama ha luogo inizialmente nel passato di Ichiban, un giovane Yakuza inesperto che dovrà portare a termine i suoi primi incarichi per farsi un nome ed una reputazione, dopo un certo evento di cui eviterò di parlarvi per non rovinarvi la sorpresa, Kasuga si ritrova a fare i conti con una Kamurocho oramai cambiata da come la ricordava, la quale non ha più posto per un rietto della società, obbligandolo a ricominciare da zero a Yokohama.

Se inizialmente dunque potrete aggirarvi per le strade di una Kamurocho che avrete imparato a conoscere in passato, con i suoi negozietti, civili pronti ad affidarvi delle missioni ed attività varie, la trama prende piede nella grande e splendida città di Yokohama, dove ad attendervi troverete molto di più di quanto Kamurocho abbia da offrire. Yakuza Like a Dragon come i precedenti capitoli propone numerosi svaghi ed attività secondarie per distogliere l’attenzione dalla trama principale, dai cabinati Arcade delle salegiochi, i quali consentono di giocare i classici di SEGA, alla corsa con i Go-Kart, il Cinema e lavoretti part-time di vario tipo.

Portando a termine gli incarichi ed i minigiochi è possibile accumulare del denaro, da spendere presso i negozianti per acquistare oggetti consumabili, armi ed equipaggiamenti vari. Vincendo gli scontri si accumulano punti esperienza, i quali consentono di livellare i personaggi del party e migliorare le statistiche in modo autonomo, lasciando al giocatore solo la decisione di aggiungere dei bonus o ulteriori migliorie, indossando specifici equipaggiamenti come elmetti, giacche, scarpe, anelli ed armi varie, i quali non mutano l’aspetto dei personaggi ma incidono su attacco, difesa, magia, cura, agilità e destrezza, come accade in un gioco di ruolo.

Ogni personaggio può indossare fino a 5 differenti equipaggiamenti, ai quali naturalmente si aggiunge l’arma da utilizzare in battaglia per infliggere maggiori danni rispetto i tradizionali pugni e calci. Ogni party può essere composto da un massimo di 4 personaggi, sostituibili in qualsiasi momento tramite l’apposita schermata. Inutile dirvi che i membri del party dispongono di statistiche, abilità e ruoli differenti, con la possibilità di istaurare con ciascuno di essi un legame di amicizia, dialogando con loro durante le esplorazioni, portando a termine incarichi e attività varie.

Yakuza Like a Dragon si adatta alla tecnologia di cui oggi disponiamo, munendo il protagonista di uno smartphone con tanto di applicazioni, dove è possibile accedere ad una serie di funzionalità interessanti, come il servizio taxi, la collezione di personaggi incontrati, con tanto di informazioni varie su ciascuno di essi, la rubrica per contattare a pagamento dei Pestamici, per avere degli aiuti speciali nei combattimenti, consultare l’album fotografico dei propri scatti, leggere messaggi e molto altro ancora, col progredire della trama sbloccherete ulteriori applicazioni.

Per spostarsi rapidamente da una zona all’altra della mappa è possibile chiedere l’aiuto del Taxi, pagando una piccola cifra a seconda della destinazione da raggiungere. Se provenite dai vecchi capitoli tralasciando la nuova meccanica nel combattimento, riconoscerete quelle che contraddistinguono da sempre la saga, una vagonata di dialoghi in inglese o giapponese con sottotitoli italiani, attività secondarie di vario tipo, collezionabili e continui scontri per le strade della città. Come anticipato il sistema di combattimento è a turni, ogni qual volta vi scontrerete con un gruppo di nemici, potrete decidere se affidarvi al sistema automatico come accade nei giochi Mobile, lasciando ai personaggi la scelta di quali azioni svolgere in battaglia o se intervenire.

Oltre i tradizionali attacchi potete disporre di un ventaglio di tecniche non indifferenti per ciascun personaggio, le quali vengono sbloccate gradualmente e richiedono un certo numero di PT per essere utilizzate. Se inizialmente Yakuza Like a Dragon sembra un normalissimo Yakuza ma con un sistema a turni, ad avventura inoltrata assumerà le fattezze di un gioco di ruolo, con tanto di evocazioni e combo fantasy, suoni tipici di un Final Fantasy e riferimenti a Dragon Quest. Sbloccando i Pestamici potete evocarli pagando una certa somma, per sconfiggere facilmente un nemico piuttostoco ostico. Perdere la vita vi permetterà di decidere sul da farsi se ripetere l’ultimo scontro o l’intera missione. In qualsiasi momento potete salvare i progressi premendo lo Start, il quale dunque sostituisce il classico sistema visto in passato, pur essendo presente.

Durante le esplorazioni vi imbatterete sia in delle casse dove riporre gli oggetti raccolti per non portarli tutti con voi, liberando l’inventario, che una sorta di croce ospedaliera per il ripristino di tutti i punti vita dei membri del party. Yakuza Like a Dragon è generosamente longevo, roulistico e con una trama profonda ed originale, il tutto accompagnato da una colonna sonora emozionante ed un comparto grafico di tutto rispetto, il quale non scende a compromessi con il frame rate, garantendo un gioco fluido e visivamente appagante, privo degli odiosi cali di frame e lunghi caricamenti, merito sopratutto dell’Hardware di nuova generazione, un nuovo capitolo che si lascia giocare nonostante il cambio di rotta nel sistema di combattimento, il quale potrebbe infastidire coloro che sono stati da sempre abituati con il tempo reale.

10/10
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